venerdì, settembre 21, 2007

IL COMPITO DELLA POLITICA È CERCARE IL BENE COMUNE. SE NON LO REALIZZA È DEL TUTTO INUTILE.

Le istituzioni democratiche, quali sono nate in questi due secoli e che hanno in qualche modo influenzato il mondo moderno, si sono esaurite. E la politica si è svuotata di contenuti, non è più in grado di reggere i cambiamenti sociali nel frattempo avvenuti.

C’è bisogno di una riforma, ma l’umanità è sempre stata capace di inventare cose nuove; tutta la storia è così! […] Bisogna che gli uomini comincino a rendersi conto di porre le fondamenta di una nuova istituzione e che l’opinione pubblica venga coinvolta. SE IL POPOLO NON è CONSAPEVOLE, IL CAMBIAMENTO NON AVVIENE, NON C’è NULLA DA FARE. Non sono i leaders a cambiare le istituzioni! E’ un lavoro che bisogna cominciare dalla base, coinvolgendo tutta la vita sociale, le associazioni, i movimenti, le ONG, il mondo delle spettacolo, il mondo dell’arte, il mondo della ricerca.
C’è un individualismo diffuso, oggi ognuno pensa a se stesso: INVECE BISOGNA PENSARE ALLA COMUNITÁ CITTADINA, ALLA COMUNITÁ NAZIONALE, ALLA COMUNITÁ GLOBALE.

PARTECIPAZIONE è LA PAROLA CHIAVE.

Lavorare in politica oggi vuol dire partecipare alla cosa pubblica. Occorre una politica che sia espressione delle nostre scelte e della nostra partecipazione.

Certo ci vogliono anche i leaders, ma ci sono, nascosti nella massa, sta a noi andarli a cercare. I LEADERS CI SONO SEMPRE STATI, POSSIBILE CHE L’UMANITÁ NON SIA PIÙ IN GRADO DI FARNE EMERGERE? Non credo.

(Vera Araujo)

9 commenti:

Jager_Master ha detto...

condivido.

Resto dell'idea che purtroppo il mondo si muove sulle ali dell'egoismo. Quando riusciamo a non seguirlo ecco che escono le cose migliori.
L'egoismo porta individualismo, ricerca del piacere personale, della supremazia sugli altri, della vittoria ad ogni costo, nella vita come nel lavoro.

La forza dei leader e di chi porta nuova linfa e cambiamento è la forza di chi ha rinunciato a parte di se stesso per dedicarsi al bene comune e agli altri.
Senza questo tipo di rinuncia, senza un "annichilimento" personale, non si migliora.

E ne parlo da egoista. Come lo sono la maggior parte delle persone.Fateci caso.
Per questo chi si dedica agli altri senza un tornaconto personale è da seguire, apprezzare, innalzare.

Anonimo ha detto...

Mi spiace dirlo...chi è in Parlamento rappresenta gli italiani...e ce li meritiamo perchè ci è in Parlamento si comporta esattamente come gli italiani...individualisti e qualunquisti...puntiamo il dito e poi siamo pronti a comportarci come se non peggio di loro nel nostro ambiente.

Malderius ha detto...

Se vi serve un leader io mi candido volontario... :-)

Rosa ha detto...

Ciao, so che non quello che sto per scrivere non ha niente a che fare col tuo ultimo post...cercando su google qualcosa riguardante Depretis, mi è apparso il tuo blog con dei commenti.Volevo farti delle domande, se non ti dispiace: hai già dato l'esame di Depretis di Letteratura Spagnola II? Sai dirmi com'è in sede d'esame? Sono un pò indietro ed ho paura che mi mandi via con un calcio nel c...

Spero mi possa aiutare...se poi sai anche che tipo di domande fà, sarebbe ancora meglio (il programma è del 2006/07).

Grazie mille!!!

eloisa ha detto...

Anche io tendo ad essere pessimista (chi mi conosce lo ben sa!) e a generalizzare in negativo, ma poi mi basta leggere un articolo come questo per riprendere le forze! Io non credo che la nostra sia una generazione di gente arrendevole…è vero, a volte tendiamo a non voler vedere problemi della società perché non li sentiamo così gravi da intaccare il nostro vivere quotidiano, ma penso che quando c’è da lottare…lottiamo!! non ci dobbiamo limitare a criticare o ad elogiare, ma pensare che anche noi potremmo essere tra quelli che si dedicano al bene comune. non è facile: è una questione di volontà e di taaaaanto coraggio, perché vuol dire cambiare radicalmente il nostro modo di pensare (mettere al primo posto l’altro e non me stesso!!), ma ben vengano gli esempi positivi che ti spronano ad imitarli!!

eloisa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
eloisa ha detto...

L’esame di de Pretis…anche io ero terrorizzata!! Poi ti rendi conto che è un esame come un altro. Non so che dire…di sicuro studiati bene, bene, bene il Quijote. Parte sempre da lì e se ne sai hai già dato metà esame! Ti chiede di raccontare un episodio (a me per esempio ha chiesto quello della “cabeza encantada” o qualcosa del genere) e tu glielo devi contestualizzare e saper narrare. Non ti chiede analisi del libro che io sappia.
L’esame inizia sempre in spagnolo, ma se vede che hai difficoltà passa all’italiano.
A me poi ha fatto domande anche sugli altri libri e una sulla storia della Spagna. Non ne ha fatte sui libri a scelta.
In linea di massima, l’esame dura 45 minuti.
Non so cos’altro dirti, in qs momento non mi vengono in mente le domande che mi ha fatto…prova ad andare a sentire degli orali prima! È utile!

Rosa ha detto...

Grazie mille, mi sei stata d'aiuto...Spero vada tutto bene!

eloisa ha detto...

figurati, se hai bisogno di altre info, chiedi pure...