la vita è una continua distruzione di equilibrii...sopravvive solo chi sa adattarsi!
mercoledì, gennaio 14, 2009
lunedì, gennaio 12, 2009
AVE MARIA - FABRIZIO DE ANDRE'
"Femmine un giorno e poi madri per sempre
nella stagione che stagioni non sente."
venerdì, gennaio 02, 2009
BRUM BRUM

gente...chiedo scusa, il tempo per scrivere è poco, ed è poco il tempo per riflettere...in realtà in qs periodo rifletto...e molto, ma sono incartata...appesantita da problemi personali e incapace di vivere le mie giornate prescindendo da questi. il cervello è sempre in movimento ma non va mai da nessuna parte. avete presente le macchinine a cui si dà la carica tirandole indietro? ecco! e avete presente cosa fanno quando le si tira indietro e poi le si alza da terra? una sgommata a vuoto! tanta energia sprecata. ecco.
giovedì, gennaio 01, 2009
domenica, dicembre 28, 2008
sabato, dicembre 27, 2008
IN RITARDO, MA ARRIVO ANCHE IO....BUON NATALE!
“La Vergine è pallida e guarda il Bambino. Bisognerebbe dipingere sul suo viso quella meraviglia ansiosa che non è apparsa che una sola volta su un volto umano.
Perché il Cristo è il suo figlio, la carne della sua carne e frutto del suo ventre. Lo ha portato nove mesi in se stessa e gli darà il seno e il suo latte diverrà sangue di Dio.
In alcuni momenti la tentazione è così forte che dimentica che è il figlio di Dio. Lo stringe tra le sue braccia e gli sussurra “piccolo mio”.
Ma in altri momenti rimane interdetta e pensa “Dio è là” e viene presa da uno sgomento religioso per questo Dio muto, per questo Bambino che in un certo senso mette paura.
Tutte le madri sono un po’ frastornate, per un attimo, davanti a questo frammento ribelle della loro carne che è il loro bambino e si sentono esiliate davanti a questa nuova vita fatta della loro vita, abitata da pensieri estranei.
Ma nessun bambino è stato strappato più crudelmente e rapidamente da sua madre, perché è Dio e supera in tutto ciò che lei potrebbe immaginare…
Ma penso che ci siano anche altri momenti, rapidi e sfuggenti, in cui lei sente che il Cristo è suo figlio, il suo piccolo e che è Dio. Lo guarda e pensa: “Questo Dio è il mio bambino. Questa carne è la mia carne, è fatto di me, ha i miei occhi e la forma della sua bocca è simile alla mia, mi assomiglia. E’ Dio e mi assomiglia.”
E nessuna donna ha avuto dalla sorte il suo Dio per sé sola, un Dio piccolissimo da stringere tra le braccia e coprire di baci, un Dio tutto caldo che sorride e che respira, un Dio che si può toccare e che ride.
Ed è in quei momenti che dipingerei Maria, se fossi un pittore.”
Jean Paul Sartre
(scritto natalizio dalla prigionia)
Perché il Cristo è il suo figlio, la carne della sua carne e frutto del suo ventre. Lo ha portato nove mesi in se stessa e gli darà il seno e il suo latte diverrà sangue di Dio.
In alcuni momenti la tentazione è così forte che dimentica che è il figlio di Dio. Lo stringe tra le sue braccia e gli sussurra “piccolo mio”.
Ma in altri momenti rimane interdetta e pensa “Dio è là” e viene presa da uno sgomento religioso per questo Dio muto, per questo Bambino che in un certo senso mette paura.
Tutte le madri sono un po’ frastornate, per un attimo, davanti a questo frammento ribelle della loro carne che è il loro bambino e si sentono esiliate davanti a questa nuova vita fatta della loro vita, abitata da pensieri estranei.
Ma nessun bambino è stato strappato più crudelmente e rapidamente da sua madre, perché è Dio e supera in tutto ciò che lei potrebbe immaginare…
Ma penso che ci siano anche altri momenti, rapidi e sfuggenti, in cui lei sente che il Cristo è suo figlio, il suo piccolo e che è Dio. Lo guarda e pensa: “Questo Dio è il mio bambino. Questa carne è la mia carne, è fatto di me, ha i miei occhi e la forma della sua bocca è simile alla mia, mi assomiglia. E’ Dio e mi assomiglia.”
E nessuna donna ha avuto dalla sorte il suo Dio per sé sola, un Dio piccolissimo da stringere tra le braccia e coprire di baci, un Dio tutto caldo che sorride e che respira, un Dio che si può toccare e che ride.
Ed è in quei momenti che dipingerei Maria, se fossi un pittore.”
Jean Paul Sartre
(scritto natalizio dalla prigionia)
lunedì, dicembre 08, 2008
DOMENICA
Se prima c'erano francy, lory, isa, isi, chiara....
....adesso ci sono francy ale e sara, lory, isa max samu e una quasi ginevra, isi, chiara andrea e sophie...
rimpatriata della vecchia unità ivrea-aosta a casa di isa pezzi!
....l'impatto entrando non è stato da sottovalutare!
...ad un certo punto ci si trasforma in moglie...e poi in mamma!
quello splendore di sara...
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